FOTOGRAFIA

UNA STORIA NON È MAI FATTA SOLO DI PAROLE

Mi sono avvicinato al mondo della fotografia che avevo già 22 anni. Prima nemmeno sapevo cosa fosse veramente, la pensavo come una cosa da fare tanto per passare il tempo e durante i viaggi.
Poi, grazie a un errore, durante il mio primo anno di università ho avuto la fortuna di frequentare un corso di riprese in green-screen. In quel mese ho imparato a utilizzare una videocamera professionale, ho capito cos’era lo shutter, gli iso, i diaframmi e tutto quanto. Ad agosto sono stato trascinato da alcuni amici dentro un viaggio che mai avrei pensato di fare: due settimane in fuoristrada girando l’entroterra dell’Islanda.
Prima del viaggio avevo chiesto in prestito la macchina fotografica di mio padre, una Canon EOS 550D e lui, riluttante, me l’aveva concessa. In quei giorni, la meraviglia.
L’incredibile bellezza dei posti, così lontani da quelli a cui ero abituato. Il silenzio e gli spazi estremi, si perdevano nel mio sguardo che, un po’ libero e un poco dietro al piccolo obbiettivo, rimaneva per sempre impresso da tutta quell’essenza.

La mia passione per il viaggio nel suo significato più puro si unisce adesso alla gioia nell’attimo di fotografare prima e nel momento della post-produzione poi.
La fotografia è diventata il mio modo di guardare il mondo, di concepire la sua forma. Penso e ragiono per immagini, cerco l’armonia della composizione ovunque il mio occhio indugi. Ma, meglio di tutto, la fotografia è per me ora un modo di creare storie. È la mia costante ispirazione, il fuoco che mi permette di non perdermi e raccontare.

BLUE MINDS

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