LA PROFONDITÀ DEL BLU

Il mio primo progetto di scrittura prende il nome di “La Profondità del Blu”. È un romanzo che unisce le mie passioni, il viaggio e la fotografia. Quasi come un ideale racconto autobiografico, la storia accompagnata il protagonista all’interno del mio sogno personale di potermi avventurare sino ai limiti del mondo alla ricerca della natura nella sua forma più pura attraverso la fotografia. Il libro racconta un modo di leggere la vita e ciò che ci vive attorno.

“Nel mezzo dell’inverno, ho trovato infine abitare in me una invincibile estate.”
Albert Camus, Retour a Tipasa

© DANIEL KORDAN 

IL TEMA

Il tema principale lungo il quale si sviluppa la narrazione è relativo alla memoria. I ricordi per il protagonista non rappresentano unicamente elementi che caratterizzano l’esistenza, ma che la determinano dall’interno e nel profondo. La condizione iniziale del personaggio principale è del tutto negativa a causa dell’impossibilità di avere delle immagini di sé stesso e del proprio passato che siano durature. Egli, padrone di una vita che non riesce a controllare, dimentica ogni cosa, come perso nel flusso temporale di un vissuto non desiderato.

Il meccanismo di autodifesa più potente di cui l’essere umano dispone è la possibilità/necessità di dimenticare. Ci si dimentica delle cose e quindi di sé stessi e del proprio io senza rendersene conto.

Il protagonista è condannato da questo processo di rimozione fino al giorno in cui raggiunge la sua vera vitalità: l’Antartide, uno spazio in cui si è così vicini alla natura da essere liberi e capaci di dimenticare e di ricordare, per migliorare e proseguire all’interno della vita, senza cadere nell’oblio della memoria contro il tempo e la propria volontà.

Il contatto massimo con la natura permette di capire la propria esistenza per ciò che è realmente: non ciò che saremo, non ciò che siamo stati, ma ciò che, ora e adesso, si è.

© DANIEL KORDAN 

© DANIEL KORDAN 

SOTTOTEMA

Il sottotema che viene affrontato all’interno della storia riguarda la triplice relazione tra uomo, natura e vita. Nonostante quest’ultima possa essere spesso difficile e piena di ostacoli che nascono dal nulla (da sé stessi), grazie alle proprie passioni e all’estremo trovarsi “faccia a faccia” con la natura (la “vera esistenza”), si trovano sempre le motivazioni per continuare il proprio cammino.

L’unico ostacolo di noi stessi sono i nostri pensieri e l’attitudine eterna volta alla ricerca di un qualcosa che sembra irraggiungibile. Solo l’assoluta immensità di ciò che ci circonda (la natura), ci permette di guardare a noi stessi con occhi nuovi offrendoci la possibilità di non soffrire. La grandiosità e la bellezza della natura avvicinano l’uomo alla sua origine e a sé stesso, alleviando il suo riflettere, permettendogli la rinnovata semplicità della vita.

 

IDEA FORTE

L’immersione totale nella natura permette la scoperta della più profonda essenza della vita: la vita stessa. Quando si vive come è in grado di fare la natura non esiste più il concetto di memoria. Si vive nell’attimo presente, nell’istante e, quindi, si è liberi di ricordare così come di dimenticare.

La memoria è ciò che ci permette di trovare, nel nostro passato o in ciò che saremo, la vera vitalità e la condizione umana più profonda: il proprio Io presente.

© DANIEL KORDAN 

ARTICOLAZIONE DELL’IDEA

“The Deepest Blue” (La profondità del blu) è la storia di un ragazzo che, a causa di un rapporto difficile con un padre che vorrebbe scoprire ma sente distante e una madre che nonostante il buon cuore non riesce a incidere nel suo modo grigio di vedere le cose, vive la vita con una sensazione di eterno fallimento.

Sente che l'unica motivazione che gli permette di andare avanti deriva dalla sua innata passione verso la fotografia che alcuni uomini (ciò che lui vorrebbe ma non gli riesce di essere) sono stati in grado di fare.

Decide così, scavando nel profondo del suo animo le forze, di intraprendere un viaggio impossibile verso e attraverso l'Antartide, luogo dove scoprirà sé stesso e, nella natura più estrema, la sua profonda vitalità.

Alla fine del percorso raggiunge, decidendo di dimenticare il suo passato e ciò che ha appena vissuto, la sua epifania. Capisce che la vita è un semplice movimento all’interno del meccanismo della natura stessa: la vita non ha altre ragioni che sé stessa. Il segreto dell’uomo il raggiungimento di uno status “naturale”, una condizione che ci permette di fermare il tempo e vivere nell’infinità del presente.

PREMESSA AL SOGGETTO

L’esistenza scorre così da lasciare solo una piccola scia. Pochi sono i momenti all’interno di questa in cui si è in grado di fermarsi. Per questo i ricordi svaniscono e ci si rende conto di essere nati quando si è già all’interno di un tempo. (“Sono nato che avevo ventisette anni e di me non sapevo che niente…”)

Nel momento più basso della vita di un ragazzo, questo decide di intraprendere un viaggio estremo in Antartide. Le disavventure e la sofferenza che proverà, unite alla maestosità e al silenzio della natura circostante, gli faranno capire il vero significato della sua esistenza.

Scopo di questa vita è quello di trovare una motivazione continua all’interno della propria condizione, per potersi richiamare e ritornare a ciò che è unicamente eterno: la natura.

© DANIEL KORDAN 

© DANIEL KORDAN 

DEFINIZIONE DEL PROGETTO

“The Deepest Blue” è un romanzo di viaggio e di formazione. La narrazione si articola attraverso l’uso della prima persona al tempo passato. È dunque il protagonista che, anni dopo, racconta della sua vita e delle sue avventure.

Lo spazio in cui si articola il libro e la storia stessa è principalmente l’Antartide. Tuttavia, grazie a diversi flash-back rappresentati come ricordi del protagonista, alcune “scene” sono ambientate in provincia di Milano.

MATERIALE

Il mio libro si basa sulla passione personale che ho nei confronti della fotografia paesaggistica e naturalistica. Seguendo e supportando opere volte alla preservazione della natura e degli oceani (Sea Legacy - Paul Nicklen) e Polar Bears International, traggo ispirazione dalle opere, dalle esplorazioni e dai viaggi dei grandi fotografi del nostro, delicato, tempo.

Essendo da sempre affascinato dei luoghi più remoti e soprattutto freddi del pianeta (i più incontaminati), ho deciso perciò di ambientare la narrazione in uno di questi spazi naturali.

Oltre ai racconti, alle immagini e ai film di grandi fotografi con cui desidero raccontare il rapporto tra l’uomo e la natura mettendo in risalto la maestosità di quest’ultima e del rapporto che si crea tra i due; la storia è finalizzata anche alla trasmissione del conflitto interiore che accompagna la nostra quotidianità di esseri umani: l’impossibilità di vivere il tempo presente senza essere influenzati dai pensieri verso il futuro e dai condizionamenti che ci porta il passato.

A tal proposito ho deciso di prendere come references i libri che hanno più influenzato la mia sensibilità per la caratterizzazione del personaggio: “Il giovane Holden”, “Norwegian Wood”, “Stoner”, “L’Alchimista”.

© DANIEL KORDAN 

INTENZIONE DEL PROGETTO

Questa idea nasce all’interno di un progetto personale che porto avanti da quattro anni.

Sotto il nome di “Blue Minds”, infatti, ho realizzato un cortometraggio di animazione e altri progetti di scrittura e di fotografia paesaggistica-naturalistica.

L’intenzione alla base di questa “visione” è quella di creare uno spazio per la diffusione di contenuti che hanno come punto in comune quello di raccontare ciò che nel mondo è capace di emozionare ed essere bello.

La storia di “The Deepest Blue” è accompagnata da questo sogno e da questo personale modo di leggere ciò che ci vive attorno. Il desiderio di questa narrazione è quello di poter rappresentare e mostrare ciò che mi è più caro e che racchiudo in queste parole:

BLUE MINDS is that neverending human need of looking for whatever is warming and deep and meaningful. It is for the pure search of beauty, for everything that can make time stop and a moment last forever.

IL LIBRO

Nello sviluppo del progetto, ho anche identificato un possibile sviluppo per quanto riguarda la copertina del libro. A tal proposito ho ritenuto efficace utilizzare una fotografia scattata in Antartide da uno dei più grandi paesaggisti contemporanei: Daniel Kordan.
Di seguito il file PDF contenente i primi tre capitoli del libro.

© DANIEL KORDAN 

BLUE MINDS

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